Un ragazzo che odiava il Natale

di Kalif Auditore

 

C’ erano una volta e ci sono ancora delle persone per le quali il Natale non è che l’occasione per comprare e vendere merci.  In un posto non molto lontano, queste persone erano indaffarate nei preparativi per il Natale. Tutti correvano e destra e a sinistra, cercavano di prendere le ultime novità sul mercato, acquistare gli ultimi doni di Natale; tutti insomma erano indaffarati a fare qualcosa, si respirava un'atmosfera natalizia, il paesino era pieno di addobbi, perfino i lampioni erano stati addobbati. Per strada si vedevano persone che cantavano canzoni natalizie.

Fra tutte queste  persone c’era un ragazzo il cui nome era Nicolas. Era un ragazzo alto, magro e molto intelligente e sensibile, viveva da solo, e per mantenersi lavorava per strada come lustrascarpe e dormiva proteggendosi con  cartoni; quando faceva freddo dormiva in chiesa, di nascosto. Ogni volta che veniva il Natale, Nicolas diventava triste. Da quando era piccolo non riusciva a capire cos’era il Natale;  per lui il Natale non aveva alcun significato, nel suo cuore non provava che rabbia vedendo le persone  darsi da fare più che mai per comprare e vendere. Secondo lui erano delle persone che non capivano nulla della vita.

Ogni volta che poteva provocare in chiesa una discussione o una lite era pronto sempre a lanciare i primi fuochi; ad esempio una volta quando il prete stava leggendo un brano dal vangelo sul Natale, disse alzandosi in piedi: << Noi festeggiamo una festa pagana; perché questo ?>>. Oppure un'altra volta accusò suoi concittadini di essere falsi e ipocriti a Natale. Nicolas non poteva  proprio sopportare il Natale.

 Come ogni hanno, Nicolas si sedeva sulle scale principali della piazza e guardava la gente correre per fare gli acquisti. Si chiedeva dentro di sé che cosa fosse il Natale.

Un giorno andò a confessarsi e chiese al padre confessore: << Che cos’ è il Natale ?>>. Il padre confessore esitando rispose: << E’ la nascita di Cristo>>; ma egli allora chiese: << Se è la festa di Cristo, perché le persone si scambiano regali? Sembra che il Natale sia fatto solo di regali e basta. Io vedo tutto tranne che una festa per il  Signore>>. Il padre confessore sospirando rispose: <<Purtroppo  l’ uomo ha perso il valore del Natale, non si può fare nulla per arrestare la macchina dell’economia. Supponi che tu potessi decidere di avere un solo regalo, che cosa chiederesti?>>. Nicolas esitò a rispondere, e poi disse: << Scoprire che cos’è il Natale e donare questa scoperta  anche alle persone più povere di me, ecco cosa farei>>.

Dopo esser uscito dalla chiesa, Nicolas  riprese  a fare il suo lavoro di lustrascarpe, ma a Natale era molto difficile lustrare le scarpe alle persone, perché tutti erano freneticamente frettolosi.

La sera della Vigilia, mentre Nicolas ritornava a casa mangiando un pezzo di pane procuratosi con i piccoli guadagni della giornata, gli venne in contro un bambino che gli chiese dei soldi, per poter mangiare qualcosa,  ma Nicolas tutto triste rispose: << Non ho nulla; l’unica cosa che posso darti  è un po’ di questo pezzo di pane>>. Il bambino accetto molto volentieri. Dopo aver consumato la loro misera cena, Nicolas gli chiese: <<Dove dormirai stanotte con questo freddo? >>. Il  bambino smarrito rispose:  << Qui >>. Nicolas replicò: << Non hai proprio nessun luogo dove poter riposare al chiuso ?>>. E il bambino: << No!! >>. Allora Nicolas: << Vieni con me conosco un bel posto dove potremmo dormire ripararti dal freddo: è piccolo ma almeno staremo caldi >>. Andarono e dormirono tremando per tutta la notte.

Nicolas fece un sogno. Si trovava in un presepe vivente, dove c’ erano tante stelle in cielo, e tante persone tranquille e dolci che guardavano qualcuno: era un bambino appena nato,  che stava con i suoi genitori in una povera grotta. Erano venuti ad ammirarlo falegnami, pastori e perfino re: tutti si inchinavano davanti a lui. Era bellissimo! Nicolas si sentì orgoglioso di far parte di questo presepe vivente come lustrascarpe,  e gridò: << Ecco, ecco, questo è il Natale!>>. Si senti felicissimo di aver scoperto il Natale. Era un sogno che Nicolas voleva che non  finisse mai.

Al suo risveglio, non trovò più accanto a lui il bambino suo amico. C’ era invece  un fiore rosso di stella di Natale. Il ragazzo ebbe voglia di prenderlo e odorarlo. Appena fece ciò, magia: si trovò in una  bellissima e accogliente casetta di legno. Tutti i mobili erano anch’essi di legno. Ed egli era in un letto avvolto da calde coperte.

Sul comodino scorse un foglio bianco. Lo prese. C’era scritto qualcosa. Il ragazzo lesse queste parole: <<Questo è un dono per te fatto da mio padre Giuseppe il falegname. Il tuo amico bambino >>. Era Natale, dalla finestra si vedeva cadere la neve. Il ragazzo era stato premiato per i sui  sentimenti in contrasto con il modo consueto di vivere il Natale da parte della gente.

Ma egli pensò che sarebbe stato un egoista se avesse tenuto soltanto per sé la sua scoperta. Come aveva detto al padre confessore, volle che anche altri bambini poveri la potessero  condividere. E invitò tutti i bambini poveri che conosceva. Ognuno portò una piccola cosa da mangiare e il risultato fu un bellissimo pranzo di Natale, un Natale vero che ciascuno si era conquistato con la sua umiltà.

 Questa magia  si ripeté successivamente per Nicolas  ogni Natale.

  

Bari, dicembre 2005