Un ragazzo che odiava il Natale
di Kalif Auditore
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Come ogni hanno, Nicolas si sedeva sulle scale principali della piazza e guardava la gente correre per fare gli acquisti. Si chiedeva dentro di sé che cosa fosse il Natale.
Un giorno andò a confessarsi e chiese al padre confessore: << Che cos’ è il Natale ?>>. Il padre confessore esitando rispose: << E’ la nascita di Cristo>>; ma egli allora chiese: << Se è la festa di Cristo, perché le persone si scambiano regali? Sembra che il Natale sia fatto solo di regali e basta. Io vedo tutto tranne che una festa per il Signore>>. Il padre confessore sospirando rispose: <<Purtroppo l’ uomo ha perso il valore del Natale, non si può fare nulla per arrestare la macchina dell’economia. Supponi che tu potessi decidere di avere un solo regalo, che cosa chiederesti?>>. Nicolas esitò a rispondere, e poi disse: << Scoprire che cos’è il Natale e donare questa scoperta anche alle persone più povere di me, ecco cosa farei>>.
Dopo esser uscito dalla chiesa, Nicolas riprese a fare il suo lavoro di lustrascarpe, ma a Natale era molto difficile lustrare le scarpe alle persone, perché tutti erano freneticamente frettolosi.
La sera della Vigilia, mentre Nicolas ritornava a casa mangiando un pezzo di pane procuratosi con i piccoli guadagni della giornata, gli venne in contro un bambino che gli chiese dei soldi, per poter mangiare qualcosa, ma Nicolas tutto triste rispose: << Non ho nulla; l’unica cosa che posso darti è un po’ di questo pezzo di pane>>. Il bambino accetto molto volentieri. Dopo aver consumato la loro misera cena, Nicolas gli chiese: <<Dove dormirai stanotte con questo freddo? >>. Il bambino smarrito rispose: << Qui >>. Nicolas replicò: << Non hai proprio nessun luogo dove poter riposare al chiuso ?>>. E il bambino: << No!! >>. Allora Nicolas: << Vieni con me conosco un bel posto dove potremmo dormire ripararti dal freddo: è piccolo ma almeno staremo caldi >>. Andarono e dormirono tremando per tutta la notte.
Nicolas fece un sogno. Si trovava in un presepe vivente, dove c’ erano tante stelle in cielo, e tante persone tranquille e dolci che guardavano qualcuno: era un bambino appena nato, che stava con i suoi genitori in una povera grotta. Erano venuti ad ammirarlo falegnami, pastori e perfino re: tutti si inchinavano davanti a lui. Era bellissimo! Nicolas si sentì orgoglioso di far parte di questo presepe vivente come lustrascarpe, e gridò: << Ecco, ecco, questo è il Natale!>>. Si senti felicissimo di aver scoperto il Natale. Era un sogno che Nicolas voleva che non finisse mai.
Al suo risveglio, non trovò più accanto a lui il bambino suo amico. C’ era invece un fiore rosso di stella di Natale. Il ragazzo ebbe voglia di prenderlo e odorarlo. Appena fece ciò, magia: si trovò in una bellissima e accogliente casetta di legno. Tutti i mobili erano anch’essi di legno. Ed egli era in un letto avvolto da calde coperte.
Sul comodino scorse un foglio bianco. Lo prese. C’era scritto qualcosa. Il ragazzo lesse queste parole: <<Questo è un dono per te fatto da mio padre Giuseppe il falegname. Il tuo amico bambino >>. Era Natale, dalla finestra si vedeva cadere la neve. Il ragazzo era stato premiato per i sui sentimenti in contrasto con il modo consueto di vivere il Natale da parte della gente.
Ma egli pensò che sarebbe stato un egoista se avesse tenuto soltanto per sé la sua scoperta. Come aveva detto al padre confessore, volle che anche altri bambini poveri la potessero condividere. E invitò tutti i bambini poveri che conosceva. Ognuno portò una piccola cosa da mangiare e il risultato fu un bellissimo pranzo di Natale, un Natale vero che ciascuno si era conquistato con la sua umiltà.
Questa magia si ripeté successivamente per Nicolas ogni Natale.
Bari, dicembre 2005