Il
fanale
Il vecchio fanale all’angolo della strada coperta di neve, intirizzito, con la visiera calata, guardava malinconico attraverso i vetri delle case tutte quante piene di gioia. C’erano tanti presepi, tanti alberi di Natale, tanta gente felice.
Sugli alberi le lampadine colorate, agli angoli delle case i fanali di celluloide, sui fili d’argento e di oro le luci che danzavano erano pure loro tanto felici. Era Natale. Anche le luci dei lampadari erano adornate di vischio e di palline di cento colori. I bimbi facevano festa. Le luci scintillavano negli occhi dei bimbi...
All’angolo della strada coperta di neve, intirizzito e con la visiera calata, il vecchio fanale guardava. Si sentiva estraneo e solo...
I negozi, le case, la gente, tutto parlava di Natale. Era in ogni cosa un brillare di luce. Pure sul volto dei passanti. Le vetrine non sembravano più le stesse. Sembrava avessero indossato il vestito della festa, tutto fatto di colori smaglianti e di lampadine accese.
Solo il fanale quel giorno aveva il solito vestito di ruggine e polvere. Ed era spento, curvo e dondolava per il vento che sembrava volesse portarlo via di là, perché era troppo brutto.
La neve incominciò a cadere di nuovo.
Tante briciole bianche...
Per fortuna il vecchio fanale stava al riparo sotto il tetto sporgente di una casa.
Ma una, leggera come una stella cadente, venne a posarsi sul filo elettrico del fanale.
- Ciao! - disse il fanale.
- Tanti auguri! - rispose la briciola di neve.
- Auguri? E di che? Quassù non sembra neppure che è festa -.
- Ma è Natale - disse la briciola di neve. - Ascolta -.Si sentirono le cornamuse.
- Guarda-.
I fiocchi di neve cadendo scrivevano in cielo: “Buon Natale”.
- Tutti oggi dobbiamo essere felici - disse la briciola di neve.
- Vorrei - disse il fanale. - Ma questo vestito vecchio, questo cappello impolverato...Ho pure la luce spenta...
- La felicità oggi viene dal di dentro del cuore. Del vestito vecchio che importa? - La briciola di neve scivolò sul filo, venne accanto al fanale e gli dette un bacio. Improvvisamente il fanale si sentì felice felice. Guardò la briciola di neve: era bellissima col suo vestito bianco sfumato d’argento. Non gli importò più del vestito vecchio, della luce spenta. Era la prima volta che provava una cosa simile, una cosa che lo faceva cento volte più felice delle lampadine colorate sugli alberi di pino, dei fanali di celluloide agli angoli delle case di sughero, di tutti i lampadari del mondo. Era...era innamorato. No, non poteva essere. Lui... di una briciola di neve. Era bellissima però. E lo guardava in un modo così dolce. Il fanale tossì, poi disse: Ti voglio bene -. La briciola di neve rispose: - Io pure - . Stavano vicini vicini.
- E’ il mio Natale più bello - disse il fanale
- Io - disse la briciola di neve - vivo un Natale solo; ma non credo che avrei potuto trascorrere momenti più belli di questi -.
- Un Natale solo...! Ma io voglio tenerti sempre vicino, briciola di neve, non lasciarmi, ti prego, disse il fanale.
La briciola di neve sorrise, baciò il fanale e sussurrò: - Non pensarci ora, tesoro mio -.
In quel momento un gruppo di uomini venne vicino al fanale. Avevano rami di vischio, nastri e palline colorate. Salirono su una scala e incominciarono ad adornarlo. E accesero la luce.
- Finalmente si sono ricordati di me - disse il fanale.
La briciola di neve sorrise ma una lagrima le rigò il viso.
- Tu piangi, bricioletta mia. Che hai?-.
- Nulla. Sono... Sono tanto felice. Promettimi che lo sarai anche tu sempre, anche quando...quando non ci sarò più -.
- Non dire queste cose. Tu starai sempre con me. Ma che hai? Tu piangi ancora... Tu, tu ti stai sciogliendo...
- oh briciola, briciola mia! Non morire... Voi, presto, spegnete questa luce. Presto, Presto. Non mi sentono, non capiscono. Briciola, briciola mia! -.
-Promettimi -, disse la briciola di neve, = che sarai felice - . Baciò il fanale e si sciolse.
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